La VI edizione del Festival del proletariato giovanile, tenutasi al parco Lambro di Milano dal 26 al 29 giugno 1976, è a suo modo un evento storico, organizzato dalla rivista di controcultura Re Nudo con l'appoggio di alcune organizzazioni extraparlamentari come Lotta continua, il Partito Radicale, la Quarta internazionale. Re Nudo è una realtà importante dell'area che oggi si direbbe antagonista [...] Il riferimento politico-culturale di Re Nudo non sono né gli Stati comunisti né le lotte di liberazione terzomondiste, bensì le controculture statiunitensi, l'underground, la cultura beat, i movimenti afro-americani, le droghe, la psichedelia. L'unica internazionale frequentata dai renudisti è, al limite, quella situazionista [...] secondo Re Nudo non c'è rivoluzione possibile senza un percorso di liberazione personale [...] la strada per l'emancipazione della collettività parte dal cercare una verità in proprio [...] Cresciuto di anno in anno per importanza e seguito di pubblico, alla sua sesta edizione il festival di Re Nudo è uno degli eventi politici più attesi dell'anno. Non tradirà le aspettative [...] Il 26 giugno 1970 in decine di migliaia si accampano al Lambro per seguire i numerosi concerti in programma nei quattro giorni del festival, mentre le prime radio libere (Radio Milano Centrale, Canale 96) diffondono a staffetta le note che arrivano dal palco principale. L'ingresso costa 1000 lire, ma in un modo o nell'altro i due terzi dei partecipanti riescono a entrare gratis [...] Alberto Grifi, forse il più celebrato dei registi dell'underground italiano, gira nell'occasione un instant-movie, Parco Lambro, che è oggi un documento storico formidabile.
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da Stefano Cappellini, Rose e pistole. 1977. Cronache di un anno vissuto con rabbia, 2007 Sperling & Kupfer Editori
